Restauro in Corso – il Polittico di Pietro Lorenzetti

Il Polittico di Pietro Lorenzetti

Attualmente lo Studio RICERCA sta operando al restauro di PIETRO LORENZETTI  (1280 circa-1348) Polittico dipinto, raffigurante la Madonna col Bambino e Santi, Annunciazione e Assunzione della Vergine (1320-24 ca) della Pieve di Santa Maria di Arezzo. Tempera su tavola fondo oro Dimensioni: h cm 315,5 x 293,6 (misure complessive attuali); mancante di due colonne laterali con sei figurette di santi ciascuna, della predella dipinta  e delle lesene terminanti con pinnacoli che intervallavano i pannelli.

Il Polittico di Arezzo

La pala raffigura la Madonna col Bambino nel pannello centrale, tra i santi Donato, patrono di Arezzo, e Giovanni Evangelista (sulla sinistra); Giovanni Battista e Matteo (sulla destra). Il secondo registro, di dimensioni inferiori, rappresenta quattro coppie maschili di santi a mezzo busto, incorniciati entro bifore con archi a tutto sesto, sormontate da quattro medaglioni con teste di profeti. Al di sopra della Vergine è raffigurata l’Annunciazione e nel pinnacolo terminale l’Assunzione. I quattro pannelli laterali si concludono con altrettante figure di sante martiri.

L’opera, una delle più celebri del XIV secolo, riprodotta in ogni testo di storia dell’arte italiana, è uno dei rari dipinti del tempo che si trova ancora al suo posto originario, anche se l’attuale sistemazione del presbiterio risale alla fine dell’Ottocento. Spostata almeno due volte all’interno della stessa chiesa, ha perduto la sua cornice monumentale, incluse le due colonne laterali fino a terra, e la predella che Vasari ricorda contenente “molte piccole figure, di grande bellezza”.

Queste perdite hanno inflitto una notevole riduzione della sua monumentalità e del suo sfarzo, ma le notizie documentarie e gli studi contemporanei ci consentono di formulare una sensata ipotesi di ricostruzione.

Il committente

Nel 1320 il vescovo Guido Tarlati di Pietramala incaricò Pietro, che probabilmente aveva incontrato ad Assisi, di dipingere il polittico per la chiesa di cui era stato parroco dal 1305 al 1312. In seguito nominato vescovo di Arezzo da Papa Clemente V, accrebbe il suo potere negli anni e nel 1321 divenne Signore della città, cercando di espandersi territorialmente contro le città vicine. L’alleanza con i nemici di Firenze gli guadagnò l’inimicizia di Papa Giovanni XXII che gli tolse la dignità di vescovo, scomunicandolo nel 1325. Incoronato l’Imperatore Ludovico il Bavaro a Milano, morì durante il viaggio di ritorno nel 1327. Il suo corpo fu portato ad Arezzo e pianto dal popolo aretino. La sua famiglia fece costruire in suo ricordo, dagli scultori senesi Agostino di Giovanni e Agnolo di Ventura (1333), lo splendido Cenotafio del Duomo di Arezzo.

Il contratto

L’importanza del Polittico di Arezzo è amplificata anche dall’esistenza del contratto di commissione, stipulato tra il Tarlati e il Lorenzetti il 17 aprile 1320, che obbligava l’artista a dipingere belle figure con colori di alta qualità su fondo d’oro zecchino, mentre impegnava il committente a far preparare il supporto ligneo da maestranze locali. L’atto regolava anche gli accordi per le scelte iconografiche, tutte delegate al vescovo, e le modalità di pagamento. E’ possibile ma non certo che il pittore abbia dimorato ad Arezzo in quel periodo.